«Per rispetto agli elettori facciamo un vero gruppo unico e non trino»
Caro Massimiliano, pur avendo anch’io stima e simpatia nei suoi confronti, almeno a giudicare dallo scritto di ieri, si direbbe che al buon Gino Morgillo o siano andate male le vacanze oppure che alcune delle iniziative politiche sviluppate con il collega Rosso, nel manifesto consenso popolare, gli abbiano procurato un qualche bruciore di stomaco.Sono note soprattutto agli attenti lettori de «il Giornale» le tante battaglie contro la fallimentare Giunta Burlando e di esse deve andare fiero l’intero centro-destra regionale. Tra quelle citate da Morgillo ricordo di aver parlato ininterrottamente per dieci ore e mezza contro la stangata fiscale ai liguri, di aver ostruito con il solo collega Saso la legge «canaglia» a favore degli immigrati clandestini e di aver portato tante battaglie sulle politiche sanitarie, turistiche e degli appalti dall’aula addirittura in sede giudiziaria assumendomene la responsabilità delle denunzie.Se un qualche bonario consiglio ho ricevuto proprio da Morgillo, che potrà confermare, è stato quello di voler rendere un po’ meno accuminata la mia opposizione.Ben comprendo che per chi è cultore di Talleyrand, Metternich e Bismark le decine di miliardi spesi in inutili consulenze, viaggi in giro per il mondo, convegni-passerella, rappresentanze e cioè nei tanti sprechi della «casta» siano da considerarsi alla stregua di «pagliuzze» ma ciò è un preoccupante sintomo di chi non è più in sintonia con la gente che vuole trasparenza e sobrietà.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=284967


