Addio al visionario della Mela
Si trattava di compiere quasi un miracolo, ciò che fece Jobs lanciando la seconda fase di ‘Apple’, quella che conosciamo tutti perché è sinonimo di smart-phone, touch screen, IMac ma anche di un nuovo modo di ascoltare musica, leggere i giornali e navigare su Internet.
Alle 21.30 di sera anche un lungo messaggio di cordoglio del Presidente Barack Obama: “Steve è stato tra i più grandi innovatori dell’America, coraggioso abbastanza da pensare in modo diverso, audace abbastanza da credere di poter cambiare il mondo e con il talento sufficiente per farlo”.
La “filosofia” che Jobs ha portato alle estreme conseguenze per altri aspetti è figlia della Silicon Valley, è una costante di alcune generazioni di imprenditori innovativi radicati nella West Coast degli Stati Uniti: l’organizzazione aziendale “piatta”, cioè poco gerarchica, la flessibilità, lo stile ostentatamente ludico e giovanilista dei “campus”, il premio ai geni creativi trasgressivi e ribelli, tutto questo fu vero per una fase iniziale alla Microsoft, così come lo è stato per Google e Facebook.
Apple ha inventato l’etichettatura “designed in California”, restituendo all’America la speranza che la globalizzazione e le delocalizzazioni manifatturiere non impediscano di conservare il ruolo più pregiato: essere il luogo di “concezione, progettazione”, la fabbrica delle idee.
Fonte:
http://www.guidasicilia.it/addio-al-visionario-della-mela/news/46515


